
Una testimonianza dal Campo Vocazionale Giovani a Monte Carmelo
Dal 24 al 25 ottobre 2025, il Convento Monte Carmelo a Villasmundo ha ospitato un intenso campo per giovani incentrato sull’orientamento vocazionale e, in particolare, sul tema affascinante, “La spiritualità missionaria”. Condividiamo la testimonianza di Christian, un giovane che ha partecipato all’incontro, trovando risposte profonde ai suoi interrogativi.
Un Segno della Provvidenza Divina
Quando ho saputo dell’incontro che si sarebbe tenuto a Monte Carmelo sulla spiritualità missionaria, ho subito pensato che fosse un segno della provvidenza Divina. Proprio in quei giorni, infatti, mi domandavo in che modo dei contemplativi potessero attuare il carisma missionario, desiderato e voluto da Santa Teresa di Gesù per il suo ordine.
Quando si pensa alla missione, subito vengono in mente le immagini dei bambini e delle loro madri bisognosi di cure e di nutrimento, dei ragazzi che fanno decine di chilometri per trovare l’acqua in un pozzo, luoghi di guerre, malattie, morte, sfruttamento e povertà estrema, nei quali il male sembra avere la meglio.
È in questi luoghi che il cristiano è mandato, come Cristo manda a due a due i suoi discepoli a preparare gli uomini all’incontro con Lui. È qui che può essere il “sale della terra”, qui aiuta le persone nei loro bisogni, tenta di alleviare la loro sofferenza e soccorre il prossimo affinché il Vangelo che annuncia non sia solo un guscio vuoto e secco, ma sia ripieno del succo profumato dell’amore di Dio che sgorga per tutti gli uomini.
Perciò, come si fa a non diventare insipidi? Ricordiamo le parole del Vangelo: “Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini.”
La risposta l’abbiamo trovata insieme: è nell’orazione che ci viene dato il sapore. È nello sguardo ardente d’amore di Gesù per noi che ci viene donato lo Spirito Santo, che accende in noi la fiamma d’amore pronta a riscaldare e illuminare noi e il mondo intero.
La spiritualità missionaria, perciò, non può essere divisa in attiva e orante, ma è una simbiosi d’amore che spinge a donarsi al prossimo, ad essere compassionevoli e misericordiosi per porgergli la salvezza di Cristo Gesù.
Ne abbiamo avuto una chiara dimostrazione leggendo in quei giorni la corrispondenza tra Padre Adolfo Roulland, missionario, e Santa Teresa di Lisieux.
Padre Roulland stesso si rende conto dell’impossibilità della sua missione senza il sostegno della preghiera: «Deo gratias: è la grazia di Dio che ha operato tutto, ma le preghiere salite al Cielo dal Carmelo di Lisieux, e particolarmente le vostre, hanno spinto il buon Dio a non tener conto dell’indegnità del suo servitore».
Così, il missionario non può essere saporito e luminoso senza la preghiera fiduciosa sua e di Santa Teresa di Lisieux. E così lei stessa, pur contemplativa, diviene missionaria e partecipe in prima persona della missione, come risponderà al padre: «vorrei tuttavia non essere troppo lontana dalla Sua dimora (del regno di Dio): in considerazione dei suoi meriti, spero che il buon Dio mi farà la grazia di partecipare alla sua gloria…».
Credo che ognuno di noi, in qualunque stato di vita, sia chiamato ad essere un missionario nella vita dei fratelli. La missione non è unicamente “andare lontano”, ma è portare ovunque siamo il sapore dell’amore di Cristo.
Un grazie di cuore a Padre Paolo e Padre Diego per il tempo che ci hanno dedicato e per averci offerto preziosi spunti di riflessione sul come vivere la nostra vocazione missionaria. Grazie a tutti i ragazzi che hanno partecipato e condiviso questi giorni e a tutta la comunità di Monte Carmelo per la splendida ospitalità!
Se anche tu senti il desiderio di approfondire il senso della tua vita e scoprire la gioia di una fede che si fa missione, non perdere i prossimi incontri a Monte Carmelo!










