
Ci sono silenzi che parlano al cuore più di tante parole, presenze che attendono senza reclamare attenzione, amori che rimangono fedeli anche quando sembrano dimenticati. Nel silenzio delle nostre chiese, dietro la piccola porta del tabernacolo, vive questo mistero: Gesù Eucaristia, il Signore della gloria che si è fatto umile Ostia d’amore per rimanere con noi.
O Gesù Sacramentato, Ostia divina, come è grande il mistero della tua presenza! Tu, che sostieni l’universo e conosci il segreto di ogni cuore, hai scelto la piccolezza del pane per restare accanto a noi. Non hai voluto allontanarti dopo averci donato la tua vita, ma hai trovato il modo di rimanere, giorno e notte, nella silenziosa fedeltà del tuo amore. Sei qui, Signore, nascosto agli occhi del mondo, ma realmente presente; sei qui, vivo e glorioso, eppure così umile da affidarti alla custodia di un tabernacolo.
E noi, quante volte passiamo davanti a te senza fermarci? Quante volte attraversiamo le nostre giornate, affaccendati in tante cose, dimenticando che nella nostra chiesa c’è Qualcuno che ci attende? Tu non ti stanchi di rimanere, non ritiri il tuo dono, non chiudi la porta del tuo cuore. Continui ad amare, anche quando non trovi chi si fermi ad accogliere il tuo amore.
La solitudine dell’Ostia divina
C’è una tristezza particolare che può nascere nel cuore di un religioso quando pensa a Gesù presente nel tabernacolo e lasciato solo. Non è la tristezza di chi dubita della sua gloria o dimentica che il Signore non ha bisogno del nostro amore per essere Dio; è piuttosto la sofferenza delicata di chi ama e vorrebbe rispondere all’amore ricevuto, di chi non può rimanere indifferente davanti a una presenza così grande e così umile.
O Gesù, Ostia santa, tu sei il nostro Dio e ti sei fatto nostro compagno; sei il Maestro e ti sei fatto nostro cibo; sei l’Amato e hai scelto di attendere il nostro ritorno. Quanto ci commuove pensare che tu abbia voluto rimanere così vicino a noi, esposto alla nostra distrazione, alla nostra fretta, persino alla nostra dimenticanza!
Non vorremmo che il pensiero della tua solitudine diventasse per noi soltanto un motivo di rimprovero. Desideriamo piuttosto che esso risvegli nel nostro cuore una tenerezza nuova, il bisogno di cercarti, di salutarti passando davanti al tabernacolo, di interrompere per qualche istante le nostre occupazioni per dirti semplicemente: «Gesù, sono qui. Non voglio lasciarti solo».
Forse non abbiamo molto da offrirti. La nostra preghiera è povera, la nostra attenzione si disperde, il nostro cuore non sempre riesce a raccogliersi. Eppure, Signore, possiamo donarti la nostra presenza. Possiamo restare accanto a te senza pretendere di provare qualcosa, senza cercare consolazioni, senza misurare il valore di quel tempo. Possiamo amarti nel silenzio, perché tu sei degno di essere amato e adorato.
O Ostia d’amore, insegnaci a comprendere che la cosa più preziosa che possiamo offrirti, talvolta, è proprio il nostro tempo.
«Io Ti vedo, io Ti credo»: il cuore eucaristico di Madre Candida
In questo desiderio di rimanere con Gesù ci accompagna la testimonianza della Beata Madre Maria Candida dell’Eucaristia, Madre del Carmelo siciliano, la cui vita fu profondamente trasformata dall’amore per il Santissimo Sacramento.
Le sue parole, «O mio Diletto Sacramentato, io Ti vedo, io Ti credo!», sono la confessione di un’anima che ha imparato a riconoscere, attraverso la fede, la presenza viva del Signore sotto le umili specie eucaristiche. Madre Candida non si accostava all’Eucaristia come a una realtà lontana, da venerare soltanto con gesti esteriori, ma come a una presenza personale, all’incontro con un Tu vivo, amato e cercato con tutto il cuore.
Per lei, Gesù nel tabernacolo era il Diletto, colui al quale ritornare continuamente con il pensiero e con l’affetto, la presenza che raccoglieva e illuminava tutta la sua esistenza. La sua spiritualità ci insegna che la fede eucaristica non è una verità che rimane soltanto sulle nostre labbra: è una relazione che coinvolge la vita, orienta le scelte, educa lo sguardo e rende il cuore sempre più sensibile all’amore di Cristo.
O Beata Madre Candida, aiutaci a guardare Gesù con la tua fede! Insegnaci a non abituarci mai al mistero dell’altare e del tabernacolo, a non considerare ordinaria una presenza che non smette di essere straordinaria. Fa’ che anche noi possiamo riconoscere nell’Ostia consacrata il nostro Signore, il nostro Bene, il nostro Amore, e che il pensiero di Lui susciti in noi il desiderio di fermarci, di adorare e di offrirgli la nostra vita.
La tua testimonianza ci ricorda che non è necessario possedere parole sublimi per amare Gesù Eucaristia. È sufficiente un cuore che crede, uno sguardo che cerca, una fedeltà che persevera. Anche quando il silenzio sembra non restituirci nulla, anche quando la preghiera è arida, possiamo rimanere davanti a Lui, perché sappiamo che Egli è presente e che il suo amore non viene meno.
Perdere tempo per l’Amore
Forse una delle cose più difficili, per noi che viviamo immersi nelle occupazioni quotidiane, è accettare di fermarci senza avere nulla da concludere. Siamo abituati a considerare prezioso il tempo quando produce qualcosa, quando risolve un problema o permette di portare a termine un compito. Ma davanti all’Eucaristia impariamo una sapienza diversa: ci sono momenti nei quali non dobbiamo fare altro che amare.
O Gesù, Ostia divina, noi veniamo a te per stare con te. Non sempre sappiamo pregare, non sempre riusciamo a raccogliere i pensieri, non sempre sentiamo la dolcezza della tua presenza. Ma vogliamo esserci, perché tu ci sei. Vogliamo donarti un’ora della nostra giornata, non perché sia un dovere da assolvere, ma perché desideriamo che la nostra vita consacrata nasca continuamente dall’incontro con te.
Alla scuola del Carmelo, l’orazione è soprattutto amicizia, intimità, progressivo abbandono nelle mani di Dio. Santa Teresa di Gesù ci invita a stare con Colui dal quale sappiamo di essere amati. In questa amicizia, anche il silenzio acquista un significato nuovo: non è vuoto, ma spazio nel quale il cuore si rende disponibile; non è inattività, ma attesa amorosa; non è fuga dalla vita, ma ritorno alla sorgente dalla quale la vita riceve senso.
O Gesù Sacramentato, vorremmo imparare a riconoscerti anche nelle piccole soste della giornata, quando entriamo in chiesa per pochi minuti, quando passiamo davanti al tabernacolo, quando interrompiamo un’occupazione per rivolgere a te un pensiero. Vorremmo che la tua presenza diventasse sempre più familiare, non per abitudine o superficialità, ma per una consuetudine d’amore che ci aiuti a vivere ogni cosa alla tua presenza.
E quando la nostra preghiera sarà povera, accogli anche quella. Quando saremo stanchi, insegnaci a riposare in te. Quando saremo distratti, richiamaci con dolcezza. Quando ci sembrerà di non avere nulla da dirti, ricordaci che possiamo semplicemente rimanere, come un figlio accanto al padre, come un amico accanto all’amico, come un’anima innamorata davanti al suo Signore.
Un’ora per Gesù: la scelta della nostra comunità
È anche da questo desiderio che è maturata nella nostra comunità di Carmelitani Scalzi la scelta di spostare l’Adorazione Eucaristica comunitaria del giovedì dal pomeriggio alla mattina, dalle ore 10.00 alle ore 11.00.
Non si tratta soltanto di modificare un orario, ma di rinnovare un’intenzione spirituale: ritrovarci insieme davanti a Gesù, riconoscere che Lui è il centro della nostra vita e consacrargli un tempo nel quale la comunità possa sostare unita in preghiera.
Desideriamo che questa ora diventi un appuntamento fedele con l’Amore, un momento nel quale deporre davanti al Signore le nostre fatiche, le speranze del Carmelo e le necessità della Chiesa. Vogliamo affidargli in modo particolare il dono delle vocazioni, pregando perché tanti giovani possano ascoltare la sua chiamata e rispondere con generosità, e perché le nostre comunità siano capaci di testimoniare la bellezza di una vita interamente consacrata a Lui.
Ma prima ancora di chiedergli qualcosa, desideriamo stare con Lui. Prima delle nostre intenzioni, dei nostri progetti e delle nostre preoccupazioni, c’è la sua presenza. Prima di ogni parola che rivolgiamo al cielo, c’è il dono silenzioso di Gesù che rimane con noi.
Per questo sentiamo il bisogno di ritrovarci come fratelli davanti al tabernacolo, lasciando che la preghiera plasmi il nostro modo di vivere insieme e di servire. L’adorazione non ci sottrae alle responsabilità quotidiane: ci aiuta a viverle con un cuore più libero, paziente e disponibile. Chi impara a sostare davanti all’Ostia divina è chiamato a riconoscere il Signore anche nei fratelli, specialmente in quelli più fragili e bisognosi di cura.
O Gesù, Ostia d’amore, accogli questo piccolo dono della nostra comunità. Non abbiamo molto da offrirti, se non la nostra disponibilità a ricominciare, il desiderio di cercarti insieme e la volontà di lasciarci guidare dalla tua presenza. Fa’ che la nostra preghiera non sia soltanto un appuntamento nell’orario della settimana, ma diventi la sorgente nascosta della nostra vita fraterna e apostolica.
Venite, adoriamo l’Ostia divina
Anche voi, cari amici, siete invitati a condividere con noi questa sosta di preghiera. Ogni giovedì, dalle ore 10.00 alle ore 11.00, la nostra cappella del nostro Convento rimane aperta per l’Adorazione Eucaristica comunitaria.
Venite, se potete, anche soltanto per qualche minuto. Non occorre arrivare con una preghiera preparata o con il cuore libero da ogni preoccupazione. Portate con voi la vostra vita, le vostre famiglie, le persone che amate, le sofferenze che vi abitano e le speranze che custodite. Ponetele davanti a Gesù, che conosce ciascuno di noi e ci ama più profondamente di quanto riusciamo a immaginare.
Forse, entrando in una cappella o in chiesa, vi sembrerà di essere voi a fare visita al Signore; ma, nel silenzio, potrete scoprire che è Lui ad attendervi da sempre. E forse vi accorgerete che non siete venuti soltanto per pregare, ma anche per lasciarvi amare.
O Gesù, Ostia santa, Ostia divina, Ostia d’amore, quanto vorremmo che nessuno si sentisse estraneo davanti a te! Accogli chi viene con fede e chi arriva con il cuore pieno di dubbi; consola chi soffre, illumina chi cerca, sostieni chi è stanco e ridona speranza a chi non riesce più a pregare.
Resta con noi, Signore, e insegnaci a restare con te. Fa’ che le nostre chiese non siano soltanto luoghi nei quali entriamo per celebrare i tuoi misteri, ma dimore nelle quali impariamo a riconoscere la tua presenza e a rispondere al tuo amore.
E quando, terminata l’adorazione, torneremo alle nostre occupazioni, non permettere che il nostro cuore si allontani da te. Custodisci in noi il desiderio di cercarti ancora, di sostare davanti al tabernacolo e di riconoscerti nei fratelli che incontreremo.
O mio Diletto Sacramentato, noi Ti vediamo con gli occhi della fede, noi Ti crediamo, noi Ti adoriamo. E se talvolta il nostro amore sarà debole, accogli almeno il desiderio che abbiamo di amarti.
Perché, alla fine, è questo che desideriamo imparare: non lasciare solo l’Amore che non ci lascia mai soli.
Vi aspettiamo ogni giovedì, dalle ore 10.00 alle ore 11.00, per l’Adorazione Eucaristica nella cappella del nostro Convento “Monte Carmelo”.










