ai piedi della Croce fiorisce una nuova vita consacrata
L’8 novembre 2024, dopo un periodo di aspirandato, fra Mattia di Gesù Risorto ha vestito l’abito carmelitano scalzo, iniziando il suo anno di noviziato vissuto presso l’eremo di Varazze, in provincia di Genova.
L’anno di noviziato è stato intenso, fatto di silenzio e discernimento, vissuto nel segno della collaborazione tra la Provincia Genovese e il Commissariato di Sicilia dei Carmelitani Scalzi: due Circoscrizioni che, unite dallo stesso spirito, hanno accompagnato la crescita vocazionale di fra Mattia.
Dopo dodici mesi di formazione fra Mattia, nel nostro Convento Monte Carmelo in Villasmundo, il giorno dell’esaltazione della Croce, ha emesso la prima professione dei voti di povertà, castità e obbedienza, nelle mani del Superiore del Commissariato di Sicilia, fra Paolo Pietra.
A condividere la celebrazione, il suo compagno di noviziato fra Edoardo, il maestro p. Paolo Arosio, numerosi confratelli, familiari e amici.
Durante la celebrazione, la parola di Dio ha trovato eco nell’omelia del Superiore. Le sue parole hanno accompagnato e illuminato ogni gesto del rito, come un filo d’oro che unisce la chiamata personale di fra Mattia al mistero universale della Croce: «Fratelli e sorelle, oggi sostiamo davanti alla Croce non come davanti a un segno di dolore, ma a una realtà che racchiude un mistero di bellezza. La Croce non è mai solo legno: è albero fiorito, trono di gloria, gemma preziosa che brilla nella notte del mondo».
Queste parole sono echeggiate nel momento in cui fra Mattia ha deposto le mani nelle mani del Superiore, pronunciando il suo “sì” a Dio.
Nel gesto semplice della professione, la Croce è diventata davvero albero che fiorisce, segno di una vita che nasce dall’amore e per l’amore. Il Superiore ha poi spiegato che i tre voti non sono rinunce sterili, ma vie concrete per vivere l’amore crocifisso. «Il voto di povertà non è tristezza, ma libertà. È come uno zaino leggero: solo chi non porta con sé mille cose può correre verso Dio. La castità non è non amare, ma amare in un modo nuovo, indiviso, libero dal possesso. E l’obbedienza non è schiavitù, ma fiducia: dire con Cristo “non la mia, ma la tua volontà sia fatta”».
Dopo l’omelia fra Mattia è stato interrogato circa il suo desiderio di seguire Cristo e successivamente in ginocchio ha professato i consigli evangelici nelle mani del suo Superiore. Dopo è stato rivestito del mantello bianco segno della vocazione profetica ricevuta nella scuola del profeta Elia e della protezione materna di Maria e gli sono stati consegnati la Regola e le Costituzioni.
La celebrazione è stata così un intreccio perfetto tra rito e parola, tra promessa e mistero.
Padre Paolo durante l’omelia ha consegnato a fra Mattia anche quattro consigli di San Giovanni della Croce, guida dei Carmelitani e padre dello spirito:
“Allenati nella rassegnazione;
educati alla mortificazione;
esercitati nelle virtù;
vivi la solitudine come intimità con Dio.”
Queste parole hanno tracciato la via per il cammino che lo attende: un percorso di formazione, studio e vita comunitaria che fra Mattia proseguirà a Genova, nel convento di Sant’Anna, insieme ad altri giovani frati.
Come segno della giornata, fra Mattia ha scelto un’immagine che racchiude tutto il senso della sua professione: San Giovanni della Croce che abbraccia Cristo crocifisso, ai cui piedi sbocciano tre fiori, simbolo dei voti religiosi.
“La Croce, ha ricordato padre Paolo, non è una rinuncia sterile, ma un abbraccio d’amore.
Dal legno fioriscono i voti: tre fiori che non appassiscono, perché radicati in Cristo.”
Dopo la celebrazione, la comunità si è raccolta per un momento di gioia semplice e fraterna, condividendo frutta e gelato.
Un piccolo banchetto, ma dal sapore evangelico: perché dove c’è fraternità, anche la semplicità diventa festa.
La giornata si è chiusa con un invito che è anche una promessa:
«Oggi esaltiamo la Croce, ha detto il Superiore, non perché amiamo il dolore,
ma perché lì abbiamo visto la bellezza di un amore che salva.
La Croce fiorisce oggi nella vita di fra Mattia,
segno che la bellezza non muore mai, ma risorge».
E così, ai piedi della Croce, fra Mattia di Gesù Risorto ha iniziato la sua nuova vita consacrata, come un fiore che nasce dal legno della Croce fragile, ma pieno di luce.

