La Chiesa si prepara a celebrare la 99ª Giornata Missionaria Mondiale, un appuntamento cruciale che ci ricorda la vocazione universale di ogni battezzato: essere “missionari di speranza tra le genti”.
Il messaggio di Papa Francesco per questa Giornata è un invito potente, tratto dalla parabola del banchetto nuziale: “Andate e invitate al banchetto tutti” (Mt 22,9). Non è un semplice suggerimento, ma un comando che risuona con urgenza e amore. Dio, con infinita pazienza, non si arrende di fronte ai nostri rifiuti o distrazioni, ma continua a chiamare, desideroso di vederci riuniti alla Sua mensa di gioia, condivisione e salvezza.
Questo “andare” instancabile ci spinge verso le periferie esistenziali e geografiche, non con logiche di proselitismo, ma con la vicinanza, la compassione e la tenerezza che sono il volto stesso di Dio. Siamo chiamati a essere “artigiani di speranza”, portando il Vangelo – la Buona Notizia – non solo con le parole, ma con la testimonianza di una vita vissuta nella fede e nella carità.
La spiritualità missionaria che ci anima si nutre di preghiera incessante, come Mosè con le braccia alzate e la vedova con la sua insistenza. È una fede salda, fondata sulla Parola di Dio, che ci rende capaci di “patire ed essere disprezzati” per Cristo, come testimoniato da San Giovanni della Croce. Accettare la fatica, la solitudine, l’incomprensione e la precarietà della missione non è un peso, ma un modo per conformarsi al Redentore e rendere fecondo l’annuncio.
In questa Giornata, ogni cristiano è chiamato a riflettere: come posso rispondere all’invito del Re? Con la preghiera, con il sostegno concreto ai missionari, ma soprattutto, con una vita che sia un continuo “andare e invitare” al banchetto della Speranza che solo Cristo può offrire.
Uniamoci nella preghiera e nel sostegno ai missionari in ogni angolo del mondo, affinché la fede e la gioia del Vangelo possano raggiungere davvero tutti!
Il Calendario Liturgico 2026 dei Padri Carmelitani Scalzi di Sicilia
in Onore di San Giovanni della Croce
Il Calendario Liturgico 2026 dei Padri Carmelitani Scalzi di Sicilia si presenta non come un semplice strumento per segnare il tempo, ma come un’opera di profonda spiritualità e un omaggio solenne a San Giovanni della Croce, in occasione di significativi centenari che ne celebrano la figura:
Trecentenario della Canonizzazione: Il 27 dicembre 1726, Papa Benedetto XIII lo innalzò agli onori degli altari (1726-2026).
Centenario del Dottorato: Nel 1926, Papa Pio XI lo dichiarò Dottore della Chiesa, riconoscendone l’autorità universale nella mistica (1926-2026).
Tema e Contenuti Iconografici: Un Viaggio nella Mistica
Il tema del calendario, focalizzato sul “Dottore Mistico,” è svolto con cura e ricchezza iconografica. La scelta delle immagini non è casuale, ma intende tracciare un percorso che tocca momenti cruciali della vita e della dottrina del Santo:
Copertina Simbolica: L’immagine di San Giovanni della Croce insieme ad Anna de Peñalosa è un pregevole richiamo. A lei il Santo dedicò e commentò la Fiamma di amor viva, e la scelta iconografica commemora anche il congresso dei Secolari Carmelitani Scalzi previsto ad Avila nel settembre 2026. Questo dettaglio evidenzia la dimensione di guida spirituale di San Giovanni non solo per i religiosi, ma anche per i laici.
La Formazione e la Prova: I dipinti scelti toccano le diverse sfaccettature della sua esperienza: l’atto di carità e l’inizio della vocazione (“San Giovanni che veste un giovane carmelitano dell’abito”) e il dramma purificatore della prigionia (“Giovanni della Croce in carcere e in visione della Trinità”), luogo in cui compose gran parte del suo “Canto Spirituale”.
L’Imitazione di Cristo e la Contemplazione: Immagini come “San Giovanni nelle vesti di un discepolo di Emmaus” e “Il Santo nella sua cella che contempla il Cristo Crocifisso e benedetto dalla Vergine Maria” sottolineano la sua profonda unione con Cristo e la meditazione sulla Passione e la Vergine Maria.
La Vita Comunitaria: Non manca il lato umano e fraterno, ricordato dalla pittura della “ricreazione dei carmelitani che cantano versi a Gesù Bambino”, un’eco della gioia semplice e austera della Riforma.
L’Eredità Teresiana: Il retro di copertina, con l’immagine di San Giovanni della Croce e Santa Teresa di Gesù nell’atto di affidare la Riforma alla Vergine Maria, chiude il cerchio, riconoscendo il carisma fondante e la dimensione mariana dell’Ordine.
L’Aspetto Liturgico e Formativo
Essendo un calendario liturgico, assolve perfettamente al compito di segnare le memorie e le festività dei Santi Carmelitani, rendendolo un sussidio indispensabile per chi vive e condivide la spiritualità del Carmelo Teresiano.
L’inserimento, nelle prime pagine, dell’articolo di p. Fabio Pistillo come introduzione al Cantico Spirituale del Santo, arricchisce l’opera, trasformandola da semplice calendario in un piccolo strumento di meditazione e approfondimento sulla mistica.
Conclusioni
Il Calendario Liturgico 2026 dei Padri Carmelitani Scalzi di Sicilia è un’opera ben concepita e spiritualmente ricca, che onora degnamente il grande Dottore della Chiesa nel suo triplice anniversario. È un’occasione per riscoprire il messaggio universale di San Giovanni della Croce: il percorso di fede che, attraverso la notte oscura, conduce alla fiamma viva dell’Amore di Dio.
Un oggetto non solo da consultare, ma da meditare.
Disponibilità: Il Calendario è disponibile presso ogni monastero dei Padri Carmelitani Scalzi e in particolare presso il convento Monte Carmelo a Villasmundo.
Hai mai sentito dentro quella scintilla che ti spinge a qualcosa di più grande? Un desiderio di donarti, di metterti in gioco, di vivere la fede con passione e libertà?
I Padri Carmelitani Scalzi di Sicilia ti invitano a un weekend vocazionale all’insegna della spiritualità missionaria — un tempo per ascoltare, pregare, condividere e scoprire la bellezza di una vita donata a Dio e agli altri.
Sarà un’esperienza di fraternità, silenzio e preghiera… ma anche di ascolto, confronto e vita vera.
Per partecipare o avere più dettagli, contattaci tramite cell.: 3386513509-3347416971 o per via email: frapaolo@carmelosicilia.it
ai piedi della Croce fiorisce una nuova vita consacrata
L’8 novembre 2024, dopo un periodo di aspirandato, fra Mattia di Gesù Risorto ha vestito l’abito carmelitano scalzo, iniziando il suo anno di noviziato vissuto presso l’eremo di Varazze, in provincia di Genova.
L’anno di noviziato è stato intenso, fatto di silenzio e discernimento, vissuto nel segno della collaborazione tra la Provincia Genovese e ilCommissariato di Sicilia dei Carmelitani Scalzi: due Circoscrizioni che, unite dallo stesso spirito, hanno accompagnato la crescita vocazionale di fra Mattia.
Dopo dodici mesi di formazione fra Mattia, nel nostro Convento Monte Carmelo in Villasmundo, il giorno dell’esaltazione della Croce, ha emesso la prima professione dei voti di povertà, castità e obbedienza,nelle mani del Superiore del Commissariato di Sicilia, fra Paolo Pietra.
A condividere la celebrazione, il suo compagno di noviziato fra Edoardo, il maestro p. Paolo Arosio, numerosi confratelli, familiari e amici.
Durante la celebrazione, la parola di Dio ha trovato eco nell’omelia del Superiore. Le sue parole hanno accompagnato e illuminato ogni gesto del rito, come un filo d’oro che unisce la chiamata personale di fra Mattia al mistero universale della Croce: «Fratelli e sorelle, oggi sostiamo davanti alla Croce non come davanti a un segno di dolore, ma a una realtà che racchiude un mistero di bellezza. La Croce non è mai solo legno: è albero fiorito, trono di gloria, gemma preziosa che brilla nella notte del mondo».
Queste parole sono echeggiate nel momento in cui fra Mattia ha deposto le mani nelle mani del Superiore, pronunciando il suo “sì” a Dio.
Nel gesto semplice della professione, la Croce è diventata davvero albero che fiorisce, segno di una vita che nasce dall’amore e per l’amore. Il Superiore ha poi spiegato che i tre voti non sono rinunce sterili, ma vie concrete per vivere l’amore crocifisso. «Il voto di povertà non è tristezza, ma libertà. È come uno zaino leggero: solo chi non porta con sé mille cose può correre verso Dio. La castità non è non amare, ma amare in un modo nuovo, indiviso, libero dal possesso. E l’obbedienza non è schiavitù, ma fiducia: dire con Cristo “non la mia, ma la tua volontà sia fatta”».
Dopo l’omelia fra Mattia è stato interrogato circa il suo desiderio di seguire Cristo e successivamente in ginocchio ha professato i consigli evangelici nelle mani del suo Superiore. Dopo è stato rivestito del mantello bianco segno della vocazione profetica ricevuta nella scuola del profeta Elia e della protezione materna di Maria e gli sono stati consegnati la Regola e le Costituzioni.
La celebrazione è stata così un intreccio perfetto tra rito e parola, tra promessa e mistero.
Padre Paolo durante l’omelia ha consegnato a fra Mattia anche quattro consigli di San Giovanni della Croce, guida dei Carmelitani e padre dello spirito:
“Allenati nella rassegnazione; educati alla mortificazione; esercitati nelle virtù; vivi la solitudine come intimità con Dio.”
Queste parole hanno tracciato la via per il cammino che lo attende: un percorso di formazione, studio e vita comunitaria che fra Mattia proseguirà a Genova, nel convento di Sant’Anna, insieme ad altri giovani frati.
Come segno della giornata, fra Mattia ha scelto un’immagine che racchiude tutto il senso della sua professione: San Giovanni della Croce che abbraccia Cristo crocifisso, ai cui piedi sbocciano tre fiori, simbolo dei voti religiosi.
“La Croce, ha ricordato padre Paolo, non è una rinuncia sterile, ma un abbraccio d’amore. Dal legno fioriscono i voti: tre fiori che non appassiscono, perché radicati in Cristo.”
Dopo la celebrazione, la comunità si è raccolta per un momento di gioia semplice e fraterna, condividendo frutta e gelato.
Un piccolo banchetto, ma dal sapore evangelico: perché dove c’è fraternità, anche la semplicità diventa festa.
La giornata si è chiusa con un invito che è anche una promessa:
«Oggi esaltiamo la Croce, ha detto il Superiore, non perché amiamo il dolore, ma perché lì abbiamo visto la bellezza di un amore che salva. La Croce fiorisce oggi nella vita di fra Mattia, segno che la bellezza non muore mai, ma risorge».
E così, ai piedi della Croce, fra Mattia di Gesù Risorto ha iniziato la sua nuova vita consacrata, come un fiore che nasce dal legno della Croce fragile, ma pieno di luce.
Il 14 settembre sarà una Domenica di festa e di preghiera per il Carmelo di Sicilia, che – frati, monache e secolari – si unisce in preghiera e accompagna il primo passo di Fra Mattia di Gesù Risorto nella Sequela di Cristo e nell’Ordine della beata vergine Maria Regina del Monte Carmelo.
P. Paolo ci invita ad un nuovo evento: «Desidero ricordarvi che dal pomeriggio del 1° settembre al pomeriggio del 5 settembre 2025 si terranno gli Esercizi Spirituali del nostro Commissariato. Quest’anno gli esercizi saranno predicati da Padre Juan De Bono, della Provincia di Malta, sul tema “Una guida sicura per giungere all’unione”, ispirato alla figura di San Giovanni della Croce. Per informazioni telefonare ai numeri presenti nella locandina».
P. Paolo Pietra organizza un nuovo campo estivo per quanti hanno qualche punto di domanda nei loro progetti futuri.
«Carissimi vi invito al Campo Estivo organizzato dalla pastorale giovanile e vocazionale della nostra Provincia religiosa. L’incontro è aperto ai giovani dai 18 ai 35 anni. Il tema proposto dai Padri Carmelitani Scalzi è “Il sì di Maria”. l’incontro inizierà alle ore 16.00 del mercoledì 30 luglio e finirà alle 16.00 della domenica 3 agosto 2025 a Monte Carmelo. I giovani porteranno con sé asciugamani, lenzuola, bibbia e tanta voglia di condividere momenti di fraternità. Vi invito a far conoscere l’evento a tutti coloro che pensate vogliano passare delle ore con Gesù. Vi aspettiamo».
P. Paolo ci invita al weekend vocazionale che si terrà a Monte Carmelo il 7 e 8 giugno 2025. Il tema proposto dalla equipe della pastorale giovanile è “Amare, credere e sperare” che prende spunto da quanto ha suggerito il compianto papa Francesco nella sua lettera per la giornata mondiale per la preghiera per le vocazioni.
Aspettiamo tutti i giovani che sono interessati a un ritiro fatto di Parola, condivisione e fraternità.