Una tappa del mio cammino nel Carmelo di fra Mattia di Gesù Risorto

Ci sono notizie che non fanno rumore, ma fanno bene al cuore. All’inizio di questo nuovo anno, affidato a Maria Santissima Madre di Dio, condividiamo con gioia le parole di fra Mattia di Gesù Risorto, che ci racconta una tappa del suo cammino nel Carmelo. Lontano dalla Sicilia, ma mai lontano dalla comunione, fra Mattia ci accompagna nella vita quotidiana dello studentato di Sant’Anna in Genova, ricordandoci che la fedeltà di ogni giorno, vissuta nella preghiera e nella fraternità, è ancora il modo migliore per costruire il futuro.

(in alto da sinistra: p. Marco, fra Regis, p. Ezio, p. Michele, p. Federico, fra Edoardo, p. Alessandro, fra Mattia, fra Gerard. In basso Benedetto, fra Evrard e Gabriel)

Ecco il testo di fra Mattia:

Condivido con voi, con semplicità e riconoscenza, alcune notizie del mio cammino nel Carmelo, mentre si apre un nuovo anno affidato alla protezione di Maria Santissima Madre di Dio. È sotto il suo sguardo materno che vivo questo tempo di formazione, con il desiderio di crescere nella sequela di Cristo.

Per un carmelitano, la maternità divina di Maria non è solo un mistero da contemplare, ma una presenza viva che accompagna ogni giorno la nostra vocazione. Maria, Madre “superamabile”, ci insegna ad accogliere il Signore nel silenzio del cuore e a donarlo nella semplicità della vita fraterna.

Attualmente mi trovo presso il convento di Sant’Anna in Genova, dove sto vivendo il periodo dello studentato. La mia presenza presso la Provincia Genovese nasce da una storia di comunione e di fiducia reciproca tra la Provincia e il Commissariato di Sicilia, una collaborazione che, nel tempo, continua a rinnovarsi e a prendere forma concreta nei cammini personali dei frati.

Sant’Anna è il primo convento carmelitano fondato in Italia, nel 1584, a soli due anni dalla morte di Santa Teresa di Gesù. Camminare ogni giorno in un luogo così carico di storia e di preghiera è per me motivo di grande gratitudine: le sue mura raccontano la fedeltà di tanti fratelli che ci hanno preceduto.
Questo percorso non lo vivo da solo. Con me ci sono altri quattro fratelli studenti: fra Gerard, recentemente professo solenne, fra Evrard e fra Régis-Marie, provenienti dalla Repubblica Centrafricana, e fra Edoardo, con il quale ho condiviso il tempo del noviziato all’Eremo del Deserto. La nostra comunità formativa è arricchita dalla presenza di cinque padri – tra cui il padre priore, p. Michele, e il padre maestro, p. Marco – e due postulanti: Benedetto e Gabriel; attualmente in comunità è presente anche p. Alessandro della diocesi di Ravenna.

La vita quotidiana a Sant’Anna è semplice e intensa allo stesso tempo. Le giornate sono scandite dalla preghiera comunitaria, dal lavoro, dallo studio e dai vari servizi, senza dimenticare i momenti di fraternità che aiutano a crescere nell’ascolto e nella pazienza reciproca. Gli studenti frequentano la Facoltà Teologica di Genova presso il seminario, cercando di integrare lo studio con il ritmo della vita contemplativa.

Posso dire con sincerità che mi trovo molto bene in questa comunità, custodita dalla Vergine Maria e da Sant’Anna, sua madre. In questo tempo il Signore mi sta donando pace, fiducia e il desiderio di continuare a camminare con fedeltà, giorno dopo giorno.

Non posso chiudere queste righe senza un grazie che nasce dal profondo. Il mio cammino nel Carmelo è sostenuto anche da una terra e da volti concreti: i frati della Sicilia, che continuano ad accompagnarmi con quella sapienza discreta che non fa rumore ma regge nei momenti decisivi; le monache dei monasteri siciliani, il cui silenzio, fecondo e fedele, diventa per me radice e sostegno nascosto; e i tanti laici secolari che, vivendo il carisma carmelitano nel cuore del mondo, testimoniano ogni giorno che la santità passa anche attraverso la vita ordinaria. A tutti loro va la mia riconoscenza sincera: senza questa comunione reale di preghiera e fedeltà, il mio sì sarebbe più povero.

Nel celebrare la solennità di Maria Santissima Madre di Dio, affido ciascuno alla sua protezione materna e formulo di cuore l’augurio di un santo e sereno inizio del nuovo anno civile, vissuto nella pace che viene da Cristo e nella fedeltà quotidiana al Vangelo.

In comunione di preghiera,
fra Mattia di Gesù Risorto

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