
Carissimi fratelli e sorelle della Famiglia dei Carmelitani Scalzi di Sicilia,
in questo Santo Natale ci ritroviamo davanti a un Bambino: il Cristo che nasce fragile e piccolo, il Verbo fatto carne, il Principe della pace. È un mistero che ci spiazza: Dio non entra nella storia con potere e spettacolo, ma con il vagito di un neonato, in una stalla, tra povertà e silenzio.
In queste feste vogliamo portare tutto ciò che siamo e tutto ciò che viviamo: le gioie e le fatiche, le speranze e le ferite. Come comunità, sappiamo quanto il dolore e la perdita siano vicini a noi, anche recentemente con l’addio a suor Elisabetta della Trinità e di fra Piergiorgio dell’Immacolata. Ma il Natale ci ricorda che la grotta di Betlemme e il Calvario non sono separati: l’incarnazione senza la croce sarebbe illusione, la croce senza la nascita sarebbe disperazione. Dio nasce per poter morire e ci dona la vita, e così le vite dei due nostri religiosi, vissute nella fedeltà e nel servizio, ci parlano dello stesso Mistero.
Come Maria, custodiamo e meditiamo questo Mistero; come i pastori, andiamo e testimoniamo; come Giovanni, lasciamoci illuminare dalla luce che splende nelle tenebre e che le tenebre non hanno potuto vincere.
Con gioia e riconoscenza, vi auguro un Santo e sereno Natale: che il Bambino di Betlemme continui a vivere nelle nostre comunità, nei nostri cuori e nelle nostre relazioni, portando pace, speranza e amore.
Buon Natale a tutti voi, nella gioia del Signore che viene!
P. Paolo di Cristo Gesù OCD