“San Giovanni della Croce: Camminare nella Notte, Ritrovare Dio”

Nel giorno in cui la Chiesa celebra la solennità di San Giovanni della Croce, Dottore della Chiesa e maestro di vita spirituale, l’Anno Giubilare a lui dedicato si presenta come un tempo favorevole per fermarsi, ascoltare e tornare all’essenziale. Non si tratta di una ricorrenza da archiviare, ma di una chiamata viva, che interpella oggi la fede personale e la vita delle comunità.

L’Attraversare la notte per ritrovare l’essenziale, iniziato il 14 dicembre 2025 e destinato a proseguire nel 2026, è un tempo di grazia che la Chiesa accoglie come un invito a rallentare, a rientrare in se stessi e a lasciarsi nuovamente condurre all’essenziale. Nasce dall’incontro di due anniversari significativi, i 300 anni dalla canonizzazione e i 100 anni dalla proclamazione a Dottore della Chiesa, ma il suo senso più profondo va oltre la memoria storica: è un tempo dato per l’oggi, per la vita concreta delle comunità e delle persone.

San Giovanni della Croce non è un santo facile. La sua parola è esigente, il suo linguaggio è quello del silenzio, della notte, dello spogliamento. Eppure, proprio per questo, è sorprendentemente vicino all’uomo contemporaneo. In un mondo segnato da sovrabbondanza di parole, di immagini, di stimoli, egli indica una via diversa: quella dell’interiorità, dell’ascolto, della verità del cuore.

Un Anno Giubilare è sempre un passaggio. Non è semplicemente una celebrazione, ma una soglia da attraversare. È un tempo in cui la Chiesa invita a riconoscere che Dio continua ad agire, a chiamare, a purificare e a rinnovare. Nel caso di San Giovanni della Croce, questo rinnovamento passa attraverso una domanda radicale: che posto ha Dio nella nostra vita? E ancora: di che cosa siamo chiamati a spogliarci per fare spazio all’Amore?

Per il Popolo di Dio, e in modo particolare per le comunità religiose e per i secolari del Carmelo Teresiano, questo Giubileo diventa occasione per riscoprire il valore del silenzio abitato, della preghiera non consolatoria ma fedele, della fiducia che resiste anche quando non si sente nulla. San Giovanni della Croce insegna che l’assenza percepita di Dio non è necessariamente una perdita, ma può essere una forma più profonda della sua presenza. La “notte” non è la fine del cammino, ma spesso il luogo in cui Dio lavora più in profondità.

La santità di questo grande mistico può sembrare distante, quasi irraggiungibile. Ma la sua vita racconta altro: un uomo fragile, segnato dalla sofferenza, dall’incomprensione, dalla solitudine, che non ha smesso di cercare Dio proprio lì dove tutto sembrava oscuro. La sua esperienza dice che la santità non è perfezione, ma fedeltà; non è assenza di crisi, ma attraversamento della crisi con Dio.

Avvicinarsi a San Giovanni della Croce oggi non significa comprendere tutto il suo pensiero, ma lasciarsi provocare dal suo sguardo. Significa accettare di non avere subito risposte, di non controllare il cammino, di affidarsi. Significa credere che l’amore di Dio è all’opera anche quando non lo percepiamo.

Questo Anno Giubilare è dunque un dono per il Carmelo Scalzo: un tempo per tornare alle radici, per purificare le motivazioni, per rinnovare il sì pronunciato nella vita consacrata e nella vita cristiana. È un invito a camminare insieme, nella semplicità, lasciando che la notte diventi spazio di incontro e che il silenzio diventi parola.

In questo contesto di grazia, in occasione della solennità di San Giovanni della Croce, tutta la comunità dei frati del Convento “Monte Carmelo” rivolge un augurio fraterno e riconoscente a tutta la famiglia del Carmelo, nelle sue diverse vocazioni e forme di vita: ai frati, alle monache e ai laici. Uniti dallo stesso carisma e dallo stesso desiderio di Dio, possiamo lasciarci ancora guidare dal Dottore mistico sulla via dell’interiorità, della fedeltà quotidiana e dell’amore che non cerca sé stesso. Che San Giovanni della Croce accompagni il cammino di ciascuno e renda fecondo questo tempo giubilare per tutta la Chiesa.

San Giovanni della Croce, Dottore della Chiesa, non ci offre scorciatoie spirituali. Ci offre una strada vera. In questo tempo giubilare, possiamo percorrerla con fiducia, certi che “alla sera della vita saremo giudicati sull’amore”, e che ogni passo, anche il più nascosto, può diventare luce.

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