
Il 16 novembre 2025, l’Ordine Secolare dei Carmelitani Scalzi si è ritrovato sul Monte Carmelo per il Consiglio Plenario: un momento forte di ascolto, discernimento e visione comune. Presenti la presidente, il padre commissario e i consiglieri delle varie comunità locali, tutti riuniti attorno a un tema che tocca il cuore dell’esperienza secolare: “La vita comunitaria e la dimensione ecclesiale dell’OCDS”.
La giornata si è aperta alle 9:30 con l’accoglienza e la celebrazione delle Lodi, per rimettere la fraternità e il lavoro sotto lo sguardo del Signore.
A inaugurare i lavori è stata la presidente, Maria Cottone, che ha ringraziato tutti per la presenza e ha ribadito il valore essenziale dei consigli nella vita comunitaria. Con parole schiette, ha ricordato come il consiglio locale eserciti un ruolo “materno”, discreto ma decisivo, e come ogni membro sia chiamato a lavorare non per sé, ma per la crescita dell’intera comunità.
Ha insistito su un punto chiave: guardare ogni fratello e sorella “con gli occhi di Dio”. Da qui nasce l’armonia fraterna e quella famosa “santa flessibilità”, cioè la disponibilità alla rotazione dei servizi e alla corresponsabilità. La presidente si è poi soffermata sulle qualità che un buon consiglio dovrebbe incarnare: ascolto, equilibrio, accoglienza e capacità di promuovere un clima di comunione.
Il secondo intervento è stato affidato a Delizia Aramadio, che ha presentato l’importanza dell’iter formativo OCDS Italia, in via di approvazione definitiva il prossimo anno.
Ha messo al centro una parola non comune, ma decisiva: docibilitas. Non un semplice “essere docili”, ma quella disposizione interiore che rende una persona capace di lasciarsi formare in ogni circostanza. In altre parole, imparare a imparare. Uno stile che permette ai membri OCDS di crescere con intelligenza spirituale e umiltà, leggendo la realtà come una scuola continua.

Dopo una breve pausa, ha preso la parola il padre commissario, che ha riportato l’assemblea al cuore ecclesiale della propria vocazione. Ha ribadito che i membri OCDS sono un’associazione difedeli laici, pienamente dentro la Chiesa e mai accanto o al margine.
Per spiegare il loro ruolo, ha usato un’immagine forte: i secolari come un “altare mobile”. Un luogo vivente dove si offre la propria preghiera e il proprio quotidiano per la Chiesa locale, per il vescovo, per le vocazioni, per i malati e i poveri.
Ha poi proposto un’altra immagine potente: i secolari come un polmone che, insieme ai religiosi e alle monache dell’Ordine, ossigena la vita della diocesi con una preghiera fedele e costante. Un compito che, ha esortato, non va mai lasciato cadere.
La mattinata si è conclusa con la celebrazione eucaristica presieduta da padre Diego, superiore del Convento Monte Carmelo. Dopo il pranzo, i consigli locali si sono riuniti in tavola rotonda per riflettere sulle domande offerte dai relatori.
Una collatio fraterna ha accompagnato la chiusura dei lavori, nel tardo pomeriggio, lasciando tutti con la sensazione che il cammino appena rinnovato non sia solo da custodire, ma da rilanciare con convinzione.