Aspirante al Carmelo Teresiano

Mi chiamo Giovanni Lentini, ho 35 anni e vengo da Rosolini (SR). Il mio incontro con il Carmelo è nato da una ricerca personale: desideravo capire quale fosse davvero il disegno di Dio sulla mia vita. Così, passo dopo passo, il Signore mi ha guidato. Prima ho conosciuto le Monache Carmelitane di Noto, poi i Padri di Ragusa, e infine ho partecipato a un campo estivo per giovani, dove ho incontrato i Padri del Convento “Monte Carmelo”. Da lì è iniziato un cammino più profondo, che mi ha portato a vivere il periodo di aspirandato.

L’Aspirandato è un tempo prezioso di discernimento e conoscenza reciproca tra chi sente una possibile chiamata alla vita carmelitana e la comunità che accoglie. È un periodo in cui si impara a conoscere la vita religiosa dall’interno, attraverso la preghiera e la vita fraterna. È anche un’occasione per maturare umanamente, per scoprire i propri talenti e imparare a metterli al servizio degli altri.

Per me, è stato come un anno di ascolto: ascolto di Dio, di me stesso e della comunità.

Durante l’aspirandato ho vissuto giornate fatte di preghiera, lavoro, lettura del Vangelo, incontri con il responsabile e momenti di confronto con la guida spirituale. Ho avuto anche la grazia di conoscere alcune monache di diversi Monasteri delle Carmelitane Scalze del Commissariato di Sicilia, e lì ho sperimentato il calore di una famiglia che vive lo stesso ideale di amore per Cristo. Un momento forte è stato il pellegrinaggio mariano e giubilare, durante il quale ho attraversato la Porta Santa: un gesto semplice, ma che per me ha segnato una nuova tappa, come se il Signore mi invitasse a “passare oltre”, verso una vita nuova.

All’inizio avevo paura della solitudine. Temevo quel silenzio così diverso dal rumore del mondo. Ma poi, camminando, ho capito che la solitudine del Carmelo è abitata da una Presenza. Come dice Santa Elisabetta della Trinità, ho imparato a stare “solo con il Solo”. E proprio lì ho scoperto che non sono mai davvero solo: Gesù è con me in ogni momento della giornata, anche nei più semplici.
È in quella solitudine che ho sperimentato l’Amore vivo di Cristo.

Oggi comprendo meglio le parole di Santa Teresa d’Avila, quando parla dell’anima come di un castello interiore dove, nel centro più segreto, abita il Re. L’orazione, per me, è diventata un incontro personale con Gesù, un dialogo cuore a cuore che dà senso a tutto il resto.

Questo tempo di aspirandato mi ha aiutato a dare un sapore nuovo alla vita, mettendo Gesù al primo posto. Non so ancora dove mi porterà il cammino, ma so che il Signore mi chiama a seguirlo più da vicino, e che il Carmelo è per me una casa dove imparare a vivere alla Sua presenza, nel silenzio e nella fraternità.

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